Interview with The Miles Apart
Sono Marco Morosini, bassista dei Miles Apart e assieme a mio fratello che è Lele
e Stefano e Luca suoniamo in questo gruppo da quasi sei anni, in realtà con la formazione
a quattro da un anno, un anno e qualcosa…
La prima domanda riguardava il vostro nuovo disco che si chiama Arm me for Sunday, uscito pochissimo tempo fa (un mese)
volevo chiederti che tipo di esperienza è stato registrarlo e che cosa pensi abbia in più rispetto agli altri vostri dischi?
È stato molto bello registrarlo perché per la prima volta dopo più di dieci\dodici anni che suono l'abbiamo fatto con una
formazione a quattro…parlo di un tempo così remoto perché prima con la formazione a tre prima dei Miles Apart suonavamo
in un gruppo che si chiamava Eversor ed eravamo sempre in tre, anche all'epoca per cui è stato molto bello avere un altro
componente nuovo che per altro è un carissimo amico visto che lo conosciamo da diversi anni, Stefano che suonava anche negli
Sprinzi un gruppo emo-indie-rock di Pesaro e ha portato tantissimo entusiasmo nuovo perché dopo così tanto tempo avevamo un po'
una mancanza di idee e di materiale anche perché avevamo registrato tantissimo fino ad un anno fa, e quindi delle cose,
dei fraseggi di chitarra nuovi…abbiamo potuto sperimentare cose che prima non facevamo pur tenendo le stesse sonorità
anche se penso che questo disco sia un po' più elaborato dei precedenti…
Credo che il cambio di formazione oltre a portare nuovi stimoli immagino che anche dal vivo abbia cambiato
un po' il vostro approccio…
Ha cambiato anche dal vivo, sicuramente, perché innanzitutto soprattutto per Lele, il cantante chitarrista,
c'è stata più possibilità di concentrarsi sulle linee vocali invece che dividersi 50\50 sia sulle partiture di chitarra
che sulla voce, ha potuto essere un po' più libero per quello che riguarda la voce che per lui è stato un toccasana,
e per quello che riguarda anche me, come sezione ritmica, mi ha permesso di essere un po' più rilassato rispetto al passato,
anche se eravamo già molto collaudati, perché chiaramente avere un'altra base sotto è un aiuto notevole…oltretutto Stefano
è un ragazzo che aveva già una notevole esperienza di tour con gli Sprinzi, avendone fatti due in Europa, diversi in Italia,
suonando anche davanti a un pubblico abbastanza numeroso visto che aveva fatto il tour con J.Mascis dei Dinosaur Jr.
per cui abbiamo rodato con due\tre concerti in Umbria e in zona nel giugno-luglio scorso e poi da settembre abbiamo
iniziato a fare concerti regolarmente fino al weekend scorso e abbiamo concluso a Modena, dopo otto\nove date e adesso
per un paio di mesi fino al 14 Gennaio dove abbiamo altre nuove date a Bologna, Rimini etc. ci fermiamo per una nascita
in casa Miles Apart…Lele e sua moglie stanno aspettando una bimba, che dovrebbe arrivare entro tre settimane per cui diciamo
che siamo in pausa maternità…
Ho visto che avete girato molto anche all'estero, volevo sapere che tipo di esperienza è stata suonare all'estero?
Almeno per quello riguarda me e Lele, eravamo già abbastanza abituati dai tempi degli Eversor avevamo girato veramente molto…
con i Miles Apart è stato molto bello il primissimo tour che avevamo fatto in Europa nel 2000, perché avevamo il disco fuori solo
da due mesi con il cambio di nome ed è stato splendido vedere che tutto il lavoro che avevamo fatto precedentemente non era andato
disperso e abbiamo fatto un tour veramente molto molto bello e direi che anche gli altri tour sono stati splendidi…serbo dei ricordi
molto belli di tutti, però in particolare tutti mi chiedono del Giappone…però serbiamo dei ricordi veramente speciali per il tour
in Inghilterra, perché è un paese dove la musica è vissuta in maniera molto particolare…ce n'è tantissima, è una sfida suonare
ogni sera in una città dove ci sono altri due\tre concerti contemporaneamente per cui abbiamo fatto delle date in cui c'erano magari
dieci persone e delle altre dove magari ce n'erano centocinquanta, per cui è stato molto bello…tra l'altro uno dei miei ricordi
migliori è stato quando abbiamo fatto due festival a Londra, due anni consecutivamente, e nel primo ho potuto suonare con l'ampli
da basso originale dei MegaCityFour e con il gruppo degli ex-MegaCityFour, che per noi è una band feticcio assoluta da quando
siamo ragazzini, mentre nel secondo tour abbiamo suonato con i Pavers, che sono un gruppo poco conosciuto, ma in realtà sono il
gruppo dell'ex cantante dei ALL, di tutti i più grandi classici che hanno fatto e lui per noi è una specie di icona ed è stato
molto bello condividere il palco assieme e in più i trattamenti della gente in giro, sempre molto buoni, affettuosi…siamo sempre
stati molto bene, abbiamo sempre avuto degli autisti fantastici da Paolo Petralia della SOA di Roma, a Roberto di HellNation Store,
a Giulio della Green [Records] per cui è sempre stato un gran divertimento…
Queste uscite così frequenti all'estero sono state possibili anche grazie alla Green Records, che ha una distribuzione anche all'estero, giusto?
Onestamente, molto relativa…in realtà il fatto che abbiamo girato sempre molto e ci tengo a sottolinearlo, senza mai
- a parte il Giappone e una piccola parte di Inghilterra - senza l'aiuto di agenzie è dovuto al fatto che diverse etichette estere,
specialmente in Germania, in Inghilterra ma anche in Belgio hanno chiesto dei pezzi per fare degli split 7'' o delle compilation
o cose di questo genere…
Infatti ho visto che, almeno dal 2000, è uscito un vostro disco ogni anno…
Sì, se consideri che Days Are Talking è praticamente il quarto album in cinque anni e poi sono stati inframezzati da varie
uscite di singoli o split 7'', questo è un ottimo metodo per avere una maggiore distribuzione all'estero…poi Storyboard,
che è il nostro album che ha venduto di più, il secondo che abbiamo realizzato è stato proprio stampato in Inghilterra dalla
BossTuneage, che è un'etichetta specializzata proprio in pop-punk o che dir si voglia…per cui quello è stato chiaramente un bel
colpo, avere l'album licenziato e stampato direttamente in Inghilterra…
Volevo anche chiederti qualcosa sulla Green, dato che almeno in Italia ha sempre segnato le vostre uscite…
come vi trovate con loro? come è nato questo rapporto che poi si è protratto così a lungo nel tempo?
Il rapporto è iniziato tantissimi anni fa, quando ha pubblicato uno dei primi 7'' degli Eversor che era Time Goes By,
e penso che fosse il '94-'95…noi venivamo da un circuito completamente diverso mentre all'epoca in Italia stava esplodendo
la moda dello straight edge, o cose di questo tipo e quando è uscito Friends, il nostro primo lp melodico per la BlueBus dei
Kina a Giulio è piaciuto moltissimo e da lì è iniziata una corrispondenza e noi eravamo anche abbastanza intimoriti…non tanto
per la Green come nome, che conoscevamo anche poco, ma da questa cosa dello straight edge etc. dato che noi veniamo da una
provincia piccolissima dove non c'è niente (Cattolica, Gabicce) non c'era nulla e quindi vedevamo questa cosa qui come un
movimento quasi settoriale, una specie di cosa satanista per benestanti, molto diversa dal circuito che frequentavamo noi,
che era molto più politicizzato e molto meno americanizzato per l'epoca…e invece con nostra enorme e piacevolissima sorpresa
Giulio si è rivelato una persona, come la maggior parte della gente in questo circuito, senza nessun tipo di preconcetto…abbiamo
fatto il nostro primo tour europeo con gli Eversor nel '96, è salito in furgone dopo solo tre settimane che ci conoscevamo ed
è stato un delirio di divertimento e da quella volta siamo diventati veramente molto amici…passiamo anche i capodanni e le ferie
assieme…quello che veramente apprezzo di lui e quello che non ci ha mai fatto lasciare la Green Records è che apprezza il gruppo
in una maniera smisurata…quando siamo diventati Miles Apart, ancora prima che facessimo la prima prova, lui mi ha mandato un
email con scritto se volete pubblicare qualcosa, io non ho nemmeno bisogno di ascoltarlo…e tutto questo è andato avanti nel tempo,
anche se abbiamo avuto molte richieste da altre etichette "più grosse", professionali etc. anche per l'ultimo album…ogni
richiesta è stata valutata da tutti noi attraverso sedute di discussioni più o meno lunghe ma alla fine non abbiamo mai optato
per nulla di diverso…
Dato che avete avuto la possibilità di girare da tanti anni, volevo chiederti come ti sembra la realtà dei gruppi
e dei posti dove suonare da quando hai iniziato ad adesso? Si è evoluta o meno? Ti trovi meglio o peggio?
Il punk o quel tipo di musica…perché io mi considero ancora parte di un gruppo punk nonostante abbia sonorità molto
più pop che altro, però il mio background è quello…ti basta considerare che oggi questo genere di musica è su mtv
e se tu varchi i confini nazionali e vai in Germania oppure vai negli Stati Uniti o in Canada, cose che ho testato
con mano perché mia moglie è canadese per cui ho fatto frequenti viaggi là…è un genere che è considerato assolutamente
mainstream, cioè se tu entri in un virgin, trovi l'ep di roba della tooth & nail o di etichette anche molto pesanti,
per dire…per cui è chiaro che oggi come oggi ha un'esposizione e un riscontro che è enorme rispetto a dieci\quindici
anni fa…è logico che si riflette anche su gruppi piccoli come il nostro per quello che riguarda certi trattamenti
quando vai in giro a suonare…che vuol dire magari strumentazioni migliori, impianti di amplificazione migliori,
un migliore trattamento per quello che riguarda il dormire o il mangiare o cose di questo tipo qui che quando sei
ragazzino non te ne frega niente, nel senso che dormi letteralmente in mezzo al vomito secco della festa che c'è stata
dopo il concerto, adesso un letto, a trentacinque anni suonati, è più che gradito…c'è stata una grossa evoluzione per
quanto riguarda l'aspetto tecnico dei locali etc. per quello che riguarda l'aspetto artistico dei gruppi, se così lo
possiamo chiamare, secondo me c'è stata un involuzione paurosa, perché mi sembra di sentire cose che escono fuori
con lo stampino in tutti i settori di questo genere, se devo essere onesto…per carità poi parlo io che suono un genere
di musica che è praticamente invariato da 10 anni quindi non dovrei essere io a dire queste cose però manca molto,
moltissimo del fascino "di una volta" non vorrei fare il solito discorso da nonno etc. però oggi tantissimi gruppi,
se non la quasi totalità cominciano a suonare e dopo pochissimo cercano l'agenzia, il club figo per andare,
l'etichetta con la distribuzione della madonna, fanno il video…cose di questo tipo qui…è uno spirito diverso, che non è ne meglio ne peggio, assolutamente, però per quanto riguarda la cultura
con cui siamo cresciuti noi a volte ci scontriamo con uno scarto generazionale di idee che si sta facendo
sempre più pesante…anche se poi certe cose restano immutabili nel tempo e noi abbiamo sempre guardato prettamente
a noi, ai valori a cui siamo legati, quelli di questa musica qui e cose del genere…abbiamo avuto contatti con major,
offerte da major, offerte da agenzie però a noi è sempre andata bene così per tutta una serie di motivi che ci vorrebbe
una cena per discuterne…
Adesso ascoltiamo One in a Million, malgrado la numerazione sbagliata sul cd…
Numerazione sbagliata sul cd, Giulio una cappella sul cd la deve fare…è il suo marchio di fabbrica.
Per cui la traccia dovrebbe essere la sei anche se io non ascolto il cd da quando è uscito, ti dico la verità…
Reading what you wrote on political and social issues I guess your take on what is happening in the world right now is similar to mine, but don't you ever feel that it's difficult to hold on to an independent perception of events in a world that has long lost his?
Molto…loro hanno fuori un primo 7'' pollici e un cd ep autoprodotti sull'etichetta di Julien, il chitarrista, che si chiama
Alchimia e avevano sonorità abbastanza diverse perché invece di essere in cinque erano in quattro c'era Julien che cantava,
mente invece ora hanno un cantante e due chitarristi che suonano e basta…il suono è molto cambiato, diciamo che se il suono sul
primo cd ep era molto su un impronta alla Jerome'sDream o comunque derivativa da quel punto di vista, ora si sono creati una propria
identità…è un suono molto più complesso, pezzi molto più lunghi rispetto a come erano ai tempi e sono strutture molto più complesse
che ricordano da Envy, a FuneralDiner o alcune situazioni dei Godspeed!You BlackEmperor oppure anche gli stessi CityOfCaterpillar,
per come sono costruiti i pezzi…
Mi chiedono qui…sarai il 20 o il 21 gennaio a Milano?
Questa è un anteprima anche per noi…so che il 14 saremo a Rimini al Velvet,
il 7 a Bologna e il 21 a Milano? Non so, perché non ho a
ncora ricevuto niente però so che dovremmo essere a Milano a fine gennaio\febbraio, per cui può darsi che la data sia quella…